SERVIZIO

Una delle frasi più ricorrenti di Master ai suoi studenti era: “dovete produrre risultati” (sutra Azioni Ispirate);

L’ affermazione più ricorrente negli antichi testi sacri è: “i risultati sono nelle mani di Dio”.

A livello letterario queste due frasi sembrano rappresentare due opposti modi di affrontare la vita:

la prima sembra avallare Niccolò Machiavelli: il fine giustifica i mezzi! con tutte le conseguenze che ne derivano, e, non tanto a livello esteriore dove gli eccessi nei mezzi sono normalmente sanzionati, quanto a livello interiore con la ovvia possibilità di giustificarsi anche per attività moralmente ed eticamente discutibili;

la seconda invece sembra indurre a quella che nella nostra cultura viene chiamata “cristiana rassegnazione” con la conseguente ed identica accettazione interiore di situazioni moralmente ed eticamente discutibili.

Ma è veramente così? È veramente questa l’unica scelta che abbiamo? Così impostata la questione non ha una soluzione soddisfacente, potrebbe essere invece molto più produttivo cercare di comprendere meglio le due affermazioni.

Infatti dire che bisogna raggiungere dei risultati non significa necessariamente che il fine giustifica i mezzi, perché potrebbe essere sottinteso che i risultati devono essere raggiunti con mezzi appropriati, e, dall’altra parte se diciamo che i risultati sono nelle mani di Dio non stiamo certo dicendo che bisogna rassegnarsi a ciò che succede senza tentare con i giusti mezzi di realizzare i nostri obiettivi. Da questo punto di vista quindi l’apparente distanza inizia a ridursi, perché, nessuna delle due affermazioni specifica cosa e come fare ma entrambe possono presupporre l’utilizzo da parte dell’attore di giusti mezzi e quindi i risultati vanno comunque a dipendere dalla natura della attività umana.

Se ci soffermiamo su quanto appena detto e prendiamo in considerazione la legge di causa ed effetto che sappiamo agire sia a livello fisico che spirituale, le due frasi non solo non sono in contrasto, ma affermano la stessa verità da due differenti punti di vista, in realtà sono la stessa cosa.

Quindi se esaminiamo l’esortazione di Master Choa ai suoi studenti e non la interpretiamo avulsa dal complesso degli insegnamenti il suo significato sarà: voi siete sul sentiero spirituale, praticate l’arhatic yoga e lo sviluppo dei cinque pilastri ed in particolare la costruzione del carattere attraverso lo sviluppo delle virtù, di conseguenza applicate gli insegnamenti (tra i quali fondamentale per i praticanti avanzati di arhatic yoga è il servizio), operate attivamente e, in base alla legge di causa ed effetto o legge del karma dovete produrre risultati. Ora se il nostro operato sarà stato giusto o sbagliato lo potremo capire solo dai risultati perché gli alberi si riconoscono dai frutti e dal raccolto si può sapere quale seme sia stato piantato. Ed allora diventa chiaro il significato dell’affermazione i risultati sono nelle mani di Dio: i risultati si manifestano sempre in armonia con le leggi divine! (Verità ben compresa da grandi pensatori come Sant’Agostino).

E quindi il fine non giustifica mai i mezzi, ma i mezzi usati possono “infangare” il fine e  manifestare quindi un fine spiacevole, dannoso o addirittura malvagio. In conclusione tutto ciò che un Maestro si attende  dai suoi studenti è che questi mettano in opera i giusti mezzi conformemente agli insegnamenti Divini di modo che in base a questi si realizzerà il miglior risultato possibile per i singoli, per le organizzazioni, per l’umanità tutta.

Tornando quindi all’amato e rispettato Master Choa Kok Sui, sono profondamente convinto che: “dovete produrre risultati” e: “purificati accuratamente, pratica diligentemente, diffondi gli insegnamenti”, sono due facce della stessa medaglia e i risultati sono sempre ed immancabilmente legati alle Divine leggi e quindi “nelle mani di Dio”.